Rizoma salsa giapponese: come si prepara il wasabi? A quali piatti si può accompagnare?

Il wasabi si presenta come una pasta di colore verde acceso, è molto diffuso nella cucina asiatica e, generalmente, accompagna il sushi.

Questa salsa viene preparata mediante l’utilizzo di una tipologia di rafano giapponese: un ingrediente che dona piccantezza ad ogni piatto. Ha un sapore davvero forte, perciò ci sono pareri discordati riguardo il wasabi: o si ama, o si odia.

Il wasabi deriva dal rizoma (tradotto come rigonfiamento della radice) della Wasabia japonica, proprio il rafano citato poco sopra.

Questa radice viene coltivata in acqua, attraverso un percorso molto delicato. Per una corretta coltivazione del rafano, l’acqua dev’essere sempre pulita e la temperatura mite.

Quando si prova il wasabi per la prima volta, è consigliabile assaggiarlo in piccole quantità, proprio perché ha un gusto particolare è bene non esagerare, almeno all’inizio.

Oltre all’uso in cucina, il wasabi ha anche alcune proprietà curative: è un ottimo digestivo, ha un’alta azione antibatterica e aiuta a prevenire le intossicazioni.

Come si prepara il wasabi?

Il primo passo da compiere se si vuole preparare un wasabi home-made, è quello di procurarsi una radice di wasabi. Queste sono molto rare da trovare (proprio a causa della delicata coltivazione), perciò il consiglio è quello di rivolgersi ad un negozio di alimentari asiatici.

La radice perfetta è quella che appare liscia e priva di grinze e che abbia le foglie dall’aspetto sodo.

Successivamente, con l’ausilio di un coltello, bisogna tagliare via le foglie. Queste potranno essere riutilizzate come parte di insalate miste o è possibile lasciarle seccare così da utilizzarle in futuro. Bisogna poi lavare accuratamente la radice e, sempre utilizzando un coltello, rimuovere le eventuali ammaccature o macchie, se presenti.

Mediante l’utilizzo di una grattugia a grana fine, grattugiare la radice ottenendo così la quantità di wasabi desiderata. Compattare poi il wasabi ottenuto, andando a formare una pallina. Prima di essere servito, il wasabi dovrà riposare per una decina di minuti, circa.

Il secondo metodo per preparare il wasabi è quello che vede l’utilizzo di polvere di wasabi pura al posto della radice.
Come prima cosa vanno mescolate in una ciotolina polvere di wasabi e acqua nelle stesse quantità; queste vanno mescolate fino ad ottenere un composto denso ed omogeneo. Una volta terminato, il wasabi è pronto da servire a tavola.

È anche possibile conservare il wasabi per un breve periodo di tempo: basterà chiuderlo in un contenitore ermetico aggiungendovi una piccolissima quantità di olio e mescolando il composto in modo da assorbire il grasso.

Con l’andare del tempo, il wasabi perderà il suo gusto caratteristico perciò è consigliabile conservarlo solo per un breve lasso di tempo (non più di 2 giorni).

Dopo aver preparato il wasabi è necessario lavare accuratamente le mani ed evitare di toccare occhi e bocca, proprio a causa della piccantezza della radice.

A quali piatti si può accompagnare?

Nella cucina asiatica, il wasabi nasce come salsa d’accompagnamento a piatti come sushi, sashimi e tempure. È proprio grazie alla sua proprietà in grado di prevenire le intossicazioni che viene generalmente servito insieme a del pesce crudo.

Il wasabi, sotto forma di radice, può essere inserito anche a fresco direttamente negli involtini di sushi, oppure grattugiata in insalate miste. La salsa wasabi invece, può essere diluita nella salsa di soia così da creare un ottimo abbinamento di accompagnamento per il sashimi.

Nella cucina italiana, invece, si può accostare il wasabi a pesci grassi come il salmone; può accompagnare piatti a base di carne rossa; può arricchire insalate o le verdure passate in padella.

La versione essiccata del wasabi invece, si può utilizzare al posto del sale oppure nelle vellutate e nelle zuppe.

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