Piramidi alimentari: quanti tipi ce ne sono? Come sono strutturate?

La piramide alimentare è un grafico che è stato inventato negli USA per fare capire ai consumatori quali alimenti consumare con maggiore o minore frequenza. Ne esistono di vari tipi, come ad esempio quella ambientale. Esiste un legame molto stretto tra alimentazione e salute, tanto che per aiutare ad aumentare il benessere e allungare la vita può essere necessario seguire delle linee guida che vengono costantemente aggiornate.

La piramide alimentare infatti, è uno strumento che viene aggiornato periodicamente e che sintetizza tutti quelli che sono i migliori alimenti in termini di qualità e quantità necessari per il nostro organismo. Scopriamo insieme quante piramidi alimentari esistono e come sono strutturate.

Com’è strutturata una piramide alimentare?

La piramide alimentare è uno schema composto al vertice dai cibi che si possono consumare abitualmente e alla base da tutti quegli alimenti fondamentali, da consumare giornalmente per avere un possibile beneficio. Gli alimenti sulla base delle loro caratteristiche sono stati raccolti in sette gruppi.

Rispetto ai precedenti criteri dei quattro gruppi alimentari introdotti nel 1956 per la prima volta, dove venivano privilegiati i cibi di origine animale, la nuova suddivisione rappresenta un’innovazione. Con il passare del tempo sono aumentate le conoscenze sull’importanza delle fibre, sui rischi per la salute dei grassi e del colesterolo e sulle proprietà di molti nutrienti contenuti nei cibi vegetali.

Tutti i Paesi hanno personalizzato la propria piramide in base agli utilizzi e alle abitudini alimentari a seconda del clima e dei fabbisogni energetici. Sono infatti, state condotte nuove elaborazioni anche sul tema dell’ecologia.

Tipologie di piramide alimentare

Ogni Paese, come abbiamo detto, possiede una propria piramide alimentare. Ciò che differenza una piramide da un’altra è il modo utilizzato per comunicare ai consumatori quali cibi evitare di consumare e con quali invece, potere abbondare. Di simile c’è il concetto base, ma osservando le varie piramidi si può notare come tutte le novità della scienza nutrizionistica moderna siano tralasciate dal nostro Paese.

Purtroppo, le linee guida ufficiali italiane non sono molto aggiornate. La piramide più classica prevede molti cereali alla base, frutta e verdura. Al vertice viene consigliato di limitare il consumo di pesci, delle carni bianche con qualche riferimento alla carne rossa, di latte vaccino, delle noci e dei grassi vegetali o animali. Nella punta troviamo un biscotto.

Prima piramide alimentare negli Stati Uniti

Le indicazioni dei nutrizionisti americani vennero raccolte nel 1991 per riassumere le caratteristiche della dieta mediterranea con un grafico semplice, chiaro e comprensibile. Il simbolo scelto fu quello di una piramide con la base larga per contenere i cibi da mangiare in abbondanza, per restringersi man mano che si saliva fino alla punta per indicare tutti gli alimenti di cui ridurne il consumo.

Nacque così la prima piramide alimentare che raffigura la suddivisione degli alimenti nell’arco della settimana, indicando quantità consigliata e frequenza di consumo. Nel 2005 lo schema venne revisionato con l’aggiunta di importanti modifiche come la distinzione dei grassi buoni da quelli insalubri, e lo spostamento della carne rossa tra gli alimenti meno consigliati.

Piramide alimentare italiana

Il Ministero della Salute ha assegnato a un gruppo di esperti il compito di creare una dieta che possa essere coerente con lo stile di vita e le abitudini alimentari del nostro Paese. Il risultato è stato la creazione di una piramide settimanale dello stile di vita italiano dall’Università La Sapienza di Roma, partendo dalla definizione di “quantità benessere” valida per il cibo e l’attività motoria. La nostra piramide alimentare è costituita da sei livelli:

  • alla base: troviamo frutta e verdura;
  • al primo livello: sono contenuti tutti gli alimenti ricchi di carboidrati complessi come pasta, pane, riso, patate e biscotti;
  • al secondo livello: ci sono i cibi proteici quindi carne e salumi, pesce e prodotti ittici, legumi e uova;
  • al terzo livello: troviamo i grassi per il condimento come olio extravergine di oliva e burro, lattici, latte, yogurt e formaggi;
  • al quarto livello: troviamo gli alimenti meno importanti, gli alcolici con vino e birra;
  • al quinto livello: ci sono i dolci.

Tutt’intorno alla piramide è stata messa l’acqua in quanto senza non sarebbe stata completa. Non può esistere un’alimentazione corretta senza un giusto apporto di acqua.

Piramide alimentare dei vegetariani

La prima piramide vegetariana è stata pubblicata nel 1998, con l’obiettivo di aiutare coloro che scelgono una dieta vegetariana ad avere un corretto apporto di nutrienti mediante un’alimentazione basata sul consumo di cibi vegetali. In Italia nasce nel 2006 il primo schema piramidale suddiviso in spicchi, che prevede sei porzioni giornaliere di cereali integrali, cinque porzioni di legumi e frutta secca, quattro porzioni di verdura, due di frutta fresca e due di grassi.

Doppia piramide alimentare ambientale

Nel 2010 venne inaugurata la prima piramide pensata per porre attenzione all’ambiente e all’uso delle risorse naturali per l’ottenimento di elementi nutritivi. Gli esperti, infatti hanno calcolato l’impatto ecologico dei vari alimenti mettendo in cima i meno raccomandabili, ovvero quelli più anti-ecologici e che forniscono maggiore quantità di energia. È stata poi, anche disegnata una piramide per indicare la quantità di acqua impiegata nella produzione degli alimenti.

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