Mal di testa dopo pranzo: che cosa lo provoca? Come si può rimediare?

Può accadere di soffrire di mal di testa dopo aver mangiato. Si può sentire un dolore continuo, non pulsante, su tutti e due i lati della testa. Un caso particolare è quello dell’emicrania che, invece, presenta una sensazione pulsante con un dolore intenso. Può andare a riguardare soltanto un lato e può arrivare dopo il consumo di certi alimenti. Con la cefalea emicranica potrebbero verificarsi capogiri, si potrebbe avvertire nausea e si potrebbe rimettere. Inoltre, si potrebbe essere più sensibili alla luce.

Quali sono le cause?

Si potrebbe pensare subito alle allergie ma, in realtà, questi casi prevedono differenti tipi di dolore. Diverso il discorso delle intolleranze alimentari: alcune persone, se consumano alimenti che contengono lattosio o glutine, vanno incontro a cefalea, vomito e diarrea. È chiaro che, in tali casi, si dovrà evitare di ingerire questi cibi, andando ad assumere i nutrienti in essi contenuti attraverso altri prodotti (per garantire al proprio organismo il giusto equilibrio nutrizionale).

Ci sono, poi, tra gli alimenti che possono far insorgere l’emicrania più di frequente, quelli contenenti tiramina (che aumenta la pressione arteriosa) come yogurt, gorgonzola, panna acida. Gli alimenti salati, portando a un aumento del volume del sangue e della pressione sanguigna, possono dare mal di testa. Se nel sangue sono presenti alti livelli di zuccheri, può insorgere la cefalea (presti attenzione chi soffre di diabete). Mangiare alimenti zuccherati attiva l’insulina, che aumenta l’assorbimento degli zuccheri, portando l’organismo in carenza. I vasi sanguigni del cervello si dilatano, con conseguente insorgenza della cefalea.

Reflusso gastroesofageo e stress

Tra le cause del mal di testa post pasto, inoltre, si può indicare il reflusso gastroesofageo. Mangiare cibi fritti e piccanti può far sì che cresca la produzione di acido gastrico, il quale può, a volte, risalire nell’esofago attraversando la gola; spesso questo problema si accompagna a cefalea dopo il pasto. Riguardo questi casi, è consigliabile evitare di consumare cibi piccanti, acidi e grassi ma anche bevande gassate e alcoliche. Anche il fumo può essere causa di reflusso.

In ultimo, non si dimentichi lo stress tra le cause del mal di testa. Infatti, non necessariamente un dolore al capo insorto dopo il pasto deve essere riconducibile all’alimentazione o, comunque, solo a essa. La cefalea stessa, per altro, è fonte, naturalmente, di stress: si capisce bene come si viene a creare un circolo vizioso.

Come contrastare il mal di testa?

Un’utile pratica potrebbe essere quella di realizzare uno schema o prendere appunti su ciò che si mangia ogni giorno, indicando quando si è incorsi nel mal di testa: per individuare le cause.  Si ricordi che, tra i cibi che possono portare alla cefalea, ci sono i salumi, il cioccolato, agrumi e banane, salsa di soia, yogurt e gorgonzola. Gli alimenti che possono essere interessati da mal di testa sono quelli con tiramina e con additivi, quelli salati, quelli zuccherati. Importante, come per tante altre cose, è avere un’alimentazione sana ed equilibrata ed evitare lo stress. Se si è fumatori, è bene smettere (con tutti gli altri benefici che la cosa comporterebbe) in quanto il fumo può causare il reflusso acido.

Per fa fronte alla cefalea tensiva, che è il tipo di mal di testa più diffuso, si possono assumere antinfiammatori, che calmano il dolore ma naturalmente non agiscono sulle cause. Per chi soffre di cefalea può essere interessante il trattamento manipolativo osteopatico, una pratica con approccio olistico e individuale che può essere particolarmente opportuna per coloro che vorrebbero evitare gli effetti collaterali dei farmaci sintomatici e profilattici. È chiaro che, se si verificano episodi di mal di testa, è bene parlarne col medico.

 

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