Frutti privi di semi: quali e quanti sono? Come vengono chiamati?

L’assenza di semi in molti frutti è una caratteristica altamente piacevole ed è dovuta a cause del tutto naturali e non a tecniche di ingegneria genetica, anche se alcune eccezioni ci sono a seguito di manipolazioni umane. A tale proposito, ecco quali e quanti sono i frutti privi di semi e come vengono chiamati.

I semi e la loro germogliazione

Tutti gli alimenti vegetali sono in realtà semi (fagioli, piselli, riso, mais, caffè e cacao) o da essi derivati (farina e olio), e sono necessari per propagare molte piante comprese quelle da frutto. Tuttavia, quando si tratta di uva, anguria, banana, agrumi e altri tipi di frutta e verdura, i semi possono essere un fastidio. Molti di questi semi spesso sono mescolati con la parte commestibile dei frutti come per esempio per le mele, i mirtilli le fragole. Lo scricchiolio di un seme specie se di grandi dimensioni non è piacevole e, a meno che non sia una gara, è spesso socialmente imbarazzante espellerlo, senza contare che potrebbe arrecare danni a denti, gengive e guance. Fortunatamente c’è la possibilità di optare per diversi frutti sia quelli che naturalmente non presentano semi che per alcuni che i coltivatori manipolano con tecniche di ingegneria genetica.

Perché alcuni frutti sono senza semi?

Tutti i frutti senza semi rientrano in una categoria generale chiamata partenocarpia ovvero una parola greca che significa frutto vergine. Questa è una situazione in cui il frutto stesso si sviluppa senza fecondazione dell’ovulo (la parte del fiore che una volta fecondata si sviluppa in un seme). In queste piante, l’impollinazione può o non può essere necessaria per innescare la produzione di ormoni e per stimolare la parete dell’ovaio a gonfiarsi e formare poi dei frutti. Tuttavia, la fecondazione e lo sviluppo del seme non si verificano, né tantomeno ci sono tracce di essi una volta che il frutto è maturato. Alcune piante in grado di produrre semi possono tuttavia avere polline sterile o altri motivi che le rendono incapaci di formare semi, e per produrli quindi richiedono l’impollinazione da parte di un altro membro geneticamente diverso di quella specie. Molti agrumi ad esempio funzionano in questo modo, mentre nel caso dell’anguria l’impollinazione deve avvenire affinché i frutti si sviluppino come si evince da tracce di semi bianchi che sono facilmente visibili in questo tipico frutto estivo.

I principali frutti che per natura che non hanno semi

L’uva è un tipo frutto che generalmente si presenta con assenza di semi, e ciò è da ricondurre a una mutazione genetica di alcune varietà. Unico punto a sfavore: gli acini risultano più piccoli di quelli dell’uva con semi. Tuttavia grazie alla ricerca si è scoperto che un fitormone presente nel seme stesso, permette al frutto di crescere ulteriormente e con una degna misura. Un frutto che cresce naturalmente senza semi è l’ananas che tra l’altro è un caso a sé; infatti, la sua polpa sarebbe piena di semi, il che comprometterebbe il piacere di addentarlo. Proseguendo con questa rapida carrellata di frutti della specie partenocarpia, vale la pena citare l’anguria che tra l’altro è molto apprezzata, e il processo di germogliazione dei semi viene evitato sottoponendoli a un particolare trattamento sul patrimonio genetico che poi si raddoppia. A questo punto vanno citati gli agrumi come arance e mandarini che hanno una storia a sé; infatti, ad esempio la comunissima arancia Navel così denominata per la presenza di una piccola protuberanza sul fondo ed è l’unica varietà che non presenta semi, inoltre la coltivazione avviene tramite la tecnica dell’innesto su altri alberi di agrumi. Per quanto riguarda invece i mandarini ed in particolare le clementine, va detto che vengono ottenute povere di semi, e che non hanno bisogno dell’impollinazione da parte degli insetti. I mandarini tradizionali invece di semi ne hanno in abbondanza, e per questo motivo molti coltivatori preferiscono optare per le suddette clementine.