Enterite eosinofila: che malattia è? Qual è il trattamento da adottare per curarla?

L’enterite eosinofila è una rara malattia che può sorgere in età pediatrica ma anche in età adulta. Il suo nome dipende dal fatto che questa malattia interessa la mucosa dell’intestino, che viene attaccata dai granulociti eosinofili.

Spesso questa alterazione si localizza nello stomaco e nel duodeno. Ma quali sono i sintomi che possono manifestarsi e le principali cause che possono portare all’insorgenza della malattia? Andiamo a vedere insieme quali caratteristiche presenta questa malattia, che tipo di trattamenti vengono consigliati e quale alimentazione seguire.

Che cos’è l’enterite eosinofila?

L’enterite eosinofila è una rara malattia gastrointestinale che si caratterizza per la presenza di possibili disturbi a livello gastrointestinale associati a un’infiltrazione nel tubo digerente degli eosinofili, che possono coinvolgere diverse porzioni e strati della parete interna.

Gli eosinofili sono una parte fondamentale del sistema immunitario, delle cellule che prendono il nome di “effettore”. Queste cellule sono un tipo di globuli bianchi che si attivano nel corso di allergie, infezioni o di tumore. Una volta attivati, aumentano di numero e possono aiutare l’organismo a contrastare l’infezione o malattie come: disordini allergici, parassiti, micosi, malattie autoimmuni, alcune forme tumorali, problemi a carico del midollo osseo. 

Quando i numeri degli eosinofili restano alti per un periodo di tempo, possono provocare danni ai tessuti per via dell’infiammazione cronica. Possono sussistere tre tipologie di disordini gastrointestinali eosinofili, che vengono classificati in base alla posizione degli eosinofili:

  • esofagite eosinofila: la più comune, nella quale vengono trovati eosinofili nell’esofago, ovvero il tubo che trasporta il cibo dalla bocca allo stomaco;
  • gastroenterite eosinofila: che può interessare lo stomaco o l’intestino tenue. L’enterite eosinofila può essere localizzata nelle stesse zone;
  • colite eosinofila: la malattia più rara, dove viene trovato un numero elevato di eosinofili nell’intestino crasso.

Quali possono essere i sintomi?

La maggior parte dei sintomi si presentano fin dall’età pediatrica, ma spesso ci sono casi in cui si possono manifestare in età compresa tra i 30 e i 50 anni. Tra i sintomi più comuni ci possono essere dolore addominale, nausea, vomito, dispepsia, diarrea, malassorbimento e alterazione dell’intestino che può provocare perdite di proteine. A questi sintomi si possono anche aggiungere calo di peso, riduzione della concentrazione dell’albumina nel sangue, anemia. 

La gravità della malattia e la tipologia dipendono dalla porzione di intestino coinvolta e dallo strato di parete interessato dall’infiammazione. Non sembra ancora oggi essere stata individuata la principale causa che scatena la malattia, ma sembra essere stato attribuito un ruolo importante alle allergie, in quanto una buona fetta di persone affette da enterite eosinofila presenta storie pregresse di asma, rinite, allergie o intolleranze alimentari.

Diagnosi e trattamenti consigliati

Alla base dell’enterite eosinofila ci sono delle alterazioni del sistema immunitario in quanto spesso si possono anche associare malattie autoimmuni. Un corretto percorso diagnostico effettuato da un medico specialista comporta una serie di esami del sangue, endoscopia del primo tratto intestinale, biopsie e valutazioni al microscopio di campioni estratti dal paziente. Anche un regime alimentare specifico e personalizzato, escludendo alimenti che possono provocare reazioni allergiche, può essere un ottimo aiuto per alleviare la sintomatologia e tenere sotto controllo la malattia.

In alcuni casi pediatrici, quando la malattia è ai suoi esordi si sono evidenziate situazioni di remissione eliminando il consumo del latte dalla dieta e introducendo l’assunzione del latte in polvere all’interno di una dieta ipoallergenica. Ovviamente ogni caso è a sé e qualsiasi variazione alimentare, specialmente nei bambini, deve essere prescritta e consigliata da un medico.

Per fare fronte alla sintomatologia è necessario sottoporsi a un trattamento terapeutico a base di cortisteroidi a basso dosaggio, prescritti dal medico. Per i casi di recidive invece, possono anche essere prescritti antistaminici e mastociti. I cortisteroidi sembrano essere molto efficaci in alcuni casi, insieme agli immunosoppressori.

Alimentazione: quali cibi evitare?

Molti dei pazienti affetti da enterite eosinofila presentano delle allergie alimentari che possono contribuire all’aumento degli eosinofili. L’approccio a un cambiamento dietetico è spesso il primo passo verso cui i nutrizionisti indirizzano i propri pazienti. Il regime alimentare consigliato dagli esperti, solitamente, può comprendere:

  • una dieta basata sull’eliminazione di latte, uova, grano e soia;
  • una dieta più restrittiva che vede l’eliminazione di latte, uova, grano, soia, arachidi, noci, pesce e crostacei;
  • una dieta mirata basata sui risultati delle prove allergiche e che consiste nell’eliminazione di tutti quegli alimenti che hanno dato risultati positivi nelle prove;
  • diete nelle quali tutte le fonti proteiche vengono escluse e i pazienti vengono alimentati eliminando ogni aminoacido dalla propria alimentazione. Alcune volte i pazienti vengono alimentati tramite tubo, in quanto non gradiscono il gusto degli alimenti.